Così inizia il viaggio

03/04/13il villaggio virtuale http://iamarf.org/2013/04/03/ltis13-il-luogo-e-i-suoi-abitanti/

 

Le persone hanno bisogno di un luogo dove vivere, dove tornare per riflettere, ricomporre i pensieri, disporli ammodo, dove ospitare amici per discutere. Un luogo magari da arredare, secondo i propri gusti e quello che si vuole comunicare. Il luogo dove ciascuno lascia la traccia più concreta e coerente del proprio percorso. Questo luogo verrà realizzato mediante un blog, ognuno il suo.

 

In un villaggio reale le abitazioni sono collegate fra loro da vie, vicoli e piazze. Per sapere se il calzolaio ha riparato le mie scarpe o se il fornaio ha sfornato i panini di ramerino mi reco alle loro botteghe. Come saranno collegate le nostre case nel cyber-villaggio? Utilizzeremo un congegno che potremmo immaginare come una sorta di quadro dotato di tante spie quanti sono gli abitanti, e sopra uno schermo, dove con un colpo d’occhio potrò vedere le spie accese, che così mi consentiranno di capire dove è successo qualcosa di nuovo. Semplicemente toccando una di esse potrò vedere cosa è successo a casa dell’abitante corrispondente. Magico no? Realizzeremo questo con un aggregatore di web feed.

 

La vita nel villaggio prospererà. Verranno messi a fuoco argomenti di particolare interesse, sorgeranno problemi da risolvere, emergeranno affinità. Come orientarsi in tutto questo? Come isolare di volta in volta un argomento, un problema, un gruppo? Come ritrovare le cose? Utilizzeremo un altro notevole congegno, una sorta di tavoletta dove scriveremo le parole che contraddistinguono ciò che ci interessa e su di uno schermo soprastante appariranno solo le informazioni che ci interessano. Potremo anche raggruppare argomenti diversi ma accomunati da alcuni particolari attributi. Sarà un sistema di social bookmarking a svolgere queste funzioni.

 

Le comunità per vivere hanno bisogno anche di leggerezza: la domenica, le piazze, il corso, lo struscio, l’aperitivo… In varie istituzioni accademiche sono previste le common room, ambienti accoglienti dove si può bere qualcosa e chiacchierare del più e del meno oppure di un progetto di lavoro. Tante aziende high-tech hanno istituzionalizzato spazi e tempi dedicati all’aggregazione e alla discussione informale, favorendo la commistione di quadri e livelli diversi, con l’idea che una riunione informale e non finalizzata possa essere anche più proficua di una programmata strettamente. Non sono luoghi dove si possa pretendere il controllo di ciò che accade ma dove si deve essere predisposti a cogliere segnali interessanti, collegamenti imprevisti, frutti di serendipità. Sono luoghi dalle aggregazioni fluide, amebiche, più o meno effimere: una discussione di uncinetto sulla panchina, una di politica al bar di fronte, una di chissà cosa in quel gruppo di ragazzi in mezzo alla piazza, giocatori di carte a un tavolino. Utilizzeremo uno strumento di microblogging come la piazza del paese, con i suoi vari spazi accessori.

 

Nei paesi si trovano anche quasi sempre spazi di aggregazione specifici, biblioteche, società di mutuo soccorso, spazi polivalenti, case del popolo variamente mutate, con stanze attrezzate per riunioni, conferenze e spettacoli. Luoghi con tavoli e sedie, attrezzati con carta e colori, dove si possono organizzare riunioni o coordinare insieme un lavoro. Per realizzare un ambiente del genere utilizzeremo uno strumento di scrittura collettiva, un pad.

 

tipologia di corsisti.

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